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Il duro mestiere dell'allenatore

Il duro mestiere dell'allenatore

Quanti pasticci in fondo alla classifica

Se devo fotografare i protagonisti di questa 6° giornata di certo non voglio soffermarmi sui calciatori. Ci sono già troppe testate sportive che incensano i calciatori, rendendosi pure pericolosi con paragoni tanto inutili quanto inadatti. 

Si, gli allenatori, perchè mai come questa giornata sono davvero in tanti a rischiare il posto. Iniziamo da coloro che stazionano nelle ultime posizioni. Impossibile non iniziare da Baroni e il suo Benevento: nessuna squadra nei 5 campionati top d'Europa ha fatto peggio. 0 punti in 6 partite, 1 gol fatto e 16 subiti. Differenza reti: -15. Neanche le nobili decadute Crystal Palace e Colonia hanno fatto peggio, pur avendo zero punti. Baroni sta sbagliando prettamente nell'atteggiamento. Anche la SPAL di Semplici sta faticando, e come gli stregoni, non hanno una rosa costellata di stelle, ma quantomeno l'atteggiamento è diverso. Non si puo' affrontare così squadre come Napoli e Roma: e adesso arriva l'Inter. Chissà se ci arriverà Baroni.

Uno che ha le ore contate è di certo Pecchia: non andava già riconfermato lo scorso anno dopo aver stentato così tanto lo scorso anno, malgrado avesse una squadra di certo superiore alle avversarie. Eppure non sta riuscendo a far giocare bene la squadra, apparsa sempre rinunciataria, con un solo gol all'attivo. Giocatori come Kean, Cerci e Verde sono totalmente avulsi, Pazzini, da trascinatore è diventato un problema, e chissà se Cassano non c'abbia visto lungo.

Chi invece sembra avere ancora qualche turno di fiducia sono Juric, Delneri e Nicola. Se l'ultimo ha vinto e gode ancora della fiducia post salvezza dellos corso anno, i primi due iniziano a scricchiolare. I bianconeri da diverse stagioni sono una squadra opaca, mentre nei liguri non si capisce quanti giocatori ci siano in rosa, a fare quasi confusione al povero Juric. Chi fa il fantacalcio sa quanto è difficile aver un giocatore del Genoa.

Rischia pure Montella al Milan?

Ma le voci su un possibile esonero di Montella è di certo l'aspetto più clamoroso di questo lunedì. La partita contro la Sampdoria ha mostrato tante incertezze, e non è andata giù come il Milan abbia perso. Credo che tutto dipenda dalle aspettative che ci sono state dietro questo Milan, forse troppo euforico dopo il calciomercato estivo, e questo deve far riflettere Fassone quando afferma con decisione che il Milan sia superiore alla Sampdoria. Per blasone, per fatturato, per tifosi e per valori economici dei giocatori lo è di sicuro. ma è il gioco a distribuire i punti. E bisogna capire quanto sia davvero colpa di Montella, reo comunque per non aver ancora trovato il bandolo della matassa. Spunta l'idea Mazzarri, che tuttavia lascia più di un dubbio tra i tifosi.

Uno che invece rischia tutt'altro che essere esonerato è di certo Simone Inzaghi, che merita l'ennesima menzione di merito. Nonostante un mercato che non gli ha rilasciato una rosa completa, e nonostante abbia perso Bastos, De Vrij, Basta e Wallace, riesce ancora una volta a trovare la quadra a questa squadra. E' vero che giocava contro l'abulico Verona, ma la sensazione è che chiunque gioca in questa squadra riesce di certo a fare bene.

Una chicca: Antonio Conte ha oggi affermato che ha nostalgia dell'Italia e che non vuole restare troppo a lungo in Premier League. Gli screzi col Chelsea per Diego Costa hanno influito?

Che mestiere duro è l'allenatore, nonostante in A non bazzicano più gente come Zamparini e Cellino, con Preziosi, l'ultimo mangiallenatori rimasto, pronto a salutare la Serie A.

 

Ritratto di andreatorrisi.at

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