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A cosa sono servite queste amichevoli?

A cosa sono servite queste amichevoli?

Finalmente è il 28 marzo. Le amichevoli dell'Italia contro Argentina e Inghilterra sono andate via. Una sconfitta contro le riserve dell'albiceleste e un pareggio, grazie al Var, acciuffato per un pelo. Dico "finalmente" non perchè muoio dalla voglia di ributtarmi nel bel mezzo del campionato. Lo dico perchè queste due gare mi sono sembrate il logico proseguo delle ultime gare di Ventura, per (non) gioco e confusione.

Sono state delle gare che hanno rispecchiato l’animo confusionario di un intero movimento che dice di voler partire per la rivoluzione ma non sa ancora che abiti indossare. SI litiga pure dove non c’è spazio per litigare, dato che è inammissibile che non siamo riusciti ad eleggere un Presidente di FIGC per il bene del movimento calcistico. Non ci resta che ripetere a pappagallo la solita manfrina: le seconde squadre, i centri federali, norme pro vivaio, modello tedesco e/o spagnolo. Nel frattempo passano le settimane, passano i mesi e il pensiero più pressante nella nostra testa continua ad essere un elemento mancante, il Mondiale perso, e non un elemento costruttivo, ossia l’effettiva rifondazione.

Ma a cosa sono servite allora queste amichevoli? E’ la domanda che ci poniamo tutti. Non me la sen to di dire “a niente”, non me la sento di dire “è tutto una merda”, piuttosto cerco di trarre più informazioni possibili da ogni minima occasione per approfondire e comprendere.

Abbiamo capito che:

- Non si può non ripartire che dagli elementi più giovani, perché se non li butti nella mischia non saranno mai pronti. Oggi abbiamo scarsi risultati con i 27-30enni perché a 20 anni marcivano in panchina.

- Chiesa, insieme a Bernardeschi e ad Insigne (magari non quello in versione risparmio visto a Wembley), sono gli uomini su cui ripartire senza se e senza ma là davanti. Aspettando un bomber, vero.

- Immobile e Belotti. Due attaccanti di cui si sono tessute infinite lodi. Il gallo l’anno scorso, il laziale quest’anno, hanno fatto sfracelli. Ma nel campionato italiano, che non voglio dire “Fa schifo! Fa schifo!”, ma che ha innegabilmente dei ritmi così bassi che permette numeri infiniti. E poi in campo internazionale balbettano. Immobile ha fatto in azzurro 32 partite e 7 gol: la media peggiore nella storia degli attaccanti azzurri che hanno almeno 3 presenze con l’Italia. Capite perché dico da tempo di non far decomporre Cutrone in panchina e di non escludere a priori, per fissazioni puerili, Balotelli?

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- A proposito di critiche aprioristiche: basta critiche a Buffon. Questa Nazionale non sarà ostaggio di Gigi, ma sarà di Donnarumma. A Manchester Buffon è stato il migliore, e a Wembley Donnarumma ha fatto benissimo. Eppure, specie chi non ha calcato neanche i campi di terza categoria, si permette di sentenziare, senza saper nulla di quanto sia importante, in un momento simile, avere uno come Buffon in gruppo. Sapete che, tolto Bonucci che ha una sua esperienza, questo gruppo si sarebbe dovuto “appoggiare” ai Parolo, Darmian e Candreva? Con tutto il rispetto, vi sembra il modo migliore per ripartire?

- Grazie Di Biagio, apprezzo il tuo voler rimarcare che non conta il tuo posto, ma che i giocatori percepiscano un’identità propria in azzurro. Ma deve essere il movimento ad aiutarli, perché se i calciatori si guardano attorno trovano solo caos.

- Il Di Biagio allenatore non mi ha fatto impazzire. Io non ero uno di quelli “no Di Biagio a prescindere”, Ma mi aspettavo delle convocazioni un po’ diverse e degli inserimenti negli 11 diversi, fra tutti Cristante, Bonaventura e Verdi.

- Il CT sarà tra Conte e Mancini. Sono curioso di capire cosa dirà Capello adesso che è a spasso, mentre se dovesse essere ingaggiato Carlo Ancelotti io non salirò sul carro dei vincitori. Non perché non stimi il tecnico di Reggiolo, tutt’altro. Ma visto che è dall’autunno fermo avrebbe potuto accettare l’incarico a novembre e lavorare alacremente come ha fatto Koeman con la sua nuova Olanda, che ha schiantato 3-0 il Portogallo a Ginevra.

- I ritmi bassi con l’Argentina, l’arrancare contro l’Inghilterra (al 73’ abbiamo battuto un record negativo che durava da 108 anni: 361 minuti senza fare gol) non fanno altro che rafforzare l’idea di declino di questa Italia. Sia chiaro, io non voglio portare sconforto, ma incentivare gli stimoli. Che si mettano da parte gli infantili “io ce l’ho più lungo”, e mettere via isterismi e protagonismi, per fare il bene, quello vero, per il calcio italiano. Ne abbiamo troppo bisogno.

Ieri sera, sui miei canali social, ho lanciato una provocazione. Visto che entro il 20 maggio avremo il CT, quanto sarebbe forte come segnale se, per il periodo del Mondiale il CT, possa convocare un gruppo azzurro nutrito, al fine di allenarsi insieme, compattarsi, conoscersi e vivere a stretto contatto con il clima azzurro, assimilando così cosa voglia dire la maglia azzurra?

Vedo già i vostri sorrisetti e le vostre mezze frasi “Eh, ma i club…” o “Eh, ma le vacanze…”, e vi capisco. Ma se partisse dalla FIGC sarebbe un grandissimo impulso per rifondare e dare prova tangibile ai tifosi italiani che si vuole davvero ripartire da zero. Se la FIGC proponesse nessuno potrebbe tirarsi indietro, perché, tirandosi indietro, personificherebbe la scarsa voglia azzurra, andando incontro alle ferocie della piazza italiana. Altrimenti, cari miei, quando poi si piange in tv (e quando si piangerà nuovamente in futuro) sarà solo un po’ di scena e niente più..

Ritratto di andreatorrisi.at

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