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Cosa pensare dell'Italia di Mancini?

Cosa pensare dell'Italia di Mancini?

Noi il nostro Mondiale lo abbiamo già giocato, e quindi finito. Arriva il Mondiale di Russia 2018, quel mese lì in cui soffriremo come non soffrivamo da 60 anni. Uno spettacolo a cui non possiamo partecipare, un po' come ascoltare il concerto più importante di sempre, ma da fuori, nel parcheggio dello stadio. Inutile continuare su questa falsa riga, ce ne dovremo fare una ragione. E per superare questo bisogna guardare avanti, e magari iniziare a discutere della nuova Italia. La Nazionale azzurra, targata Roberto Mancini, il quale ha già un merito: l'età media italiana è scesa. Dai 30 anni, media registrata durante il playoff svedese, siamo scesi di ben 5 anni, attestandoci a circa 25 anni. Ripartire dal basso è sempre il miglior modo per prendere una rincorsa che dia slancio.

L’Italia ha disputato 3 amichevoli, contro Arabia Saudita, Francia e Olanda. Ha registrato una vittoria, un pareggio ed una sconfitta (risultati assai prevedibili alla vigilia), realizzando 4 gol e subendone 5. Ecco cosa vi è stato di positivo e cosa di negativo secondo noi.

Cosa va dell’Italia di Mancini

  • La Leadership di Bonucci. Il capitano del Milan, in attesa del rientro di Chiellini, è un gigante in mezzo a tanti (buoni e meno buoni) novizi. La sua esperienza la sia nota in tantissime circostanze e fa, finalmente, la voce grossa, quando viene posta l’attenzione su Balotelli
  • La giocata di Balotelli. Tutti parlano del ritorno al di Mario. Io dico che bisogna sottolineare un’altra cosa: il modo in cui è arrivato il gol. Una giocata dalla trequarti, dribbling secco e tiro da fuori area. In assoluto lo spunto tecnico che più mancava a questa nazionale, che spesso va in gol su rigore o in mischie.
  • I portieri azzurri. Donnarumma ha preso gol contro l’Arabia Saudita, malgrado si pensasse ad un clean sheet. Per quanto Gigio ha sbagliato tempi d’uscita, le colpe maggiori ricadono sullo svarione di Zappacosta, che da il LA al gol saudita. Ma per il resto tutto ottimo, sia Sirigu, sia Perin, che lo stesso portiere del Milan. Da segnalare la reattività di Perin. L’Italia non ha problemi in porta.
  • Federico Chiesa. L’esterno viola è il giocatore di maggior talento di questa Nazionale. Ma non in futuro, già  di oggi. Ha lo spunto del centrocampista europeo, dribbling secco, guizzo funambolico. Nessun pompaggio mediatico, questo mangia pane e calcio da quando è nato.

Cosa non va dell’Italia di Mancini

  • Il centrocampo leggerino. In mezzo abbiamo le maggiori difficoltà se dovessimo affrontare oggi una grande squadra. La gara con la Francia lo ha detto. Magari tra qualche anno reggeremo botta, ma oggi o abbiamo giocatori giovanissimi da formare, o giocatori meno giovani am con troppa poca esperienza europea. È un reparto aggrappato a Jorginho, abbandonato da Verratti, speranzoso su Mandragora e che spera che Pellegrini e Cristante non vengano più considerate eterne promesse a 24 anni.
  • I terzini. Non sono di poco valore, ma il fatto che ad ogni gara ve ne sia uno diverso fa capire quanta incertezza vi sia. Florenzi, De Sciglio, Darmian, D’Ambrosio, Spinazzola, Criscito, Zappacosta. Iniziano ad essere tantini e solo Florenzi e Criscito sembrano avere una marcia in più, grazie anche alla tanta esperienza accumulata nelle coppe europee (guarda un po’..).
  • La scarsa esperienza europea. Lo so, l’ho ripetuto in più salse, ma questo è il luogo giusto per scriverlo. I nostri azzurri devono giocare le Coppe. Non importa se in Italia, Russia, Inghilterra, Francia o chissà dove. Ma devono giocarle, devono sapere cosa vuol dire rappresentare l’Italia fuori dai confini.

Adesso sceglietevi una Nazionale qualunque e godetevi i Mondiali. Il 16 luglio ci sveglieremo sentendoci un po’ meno male.

Ritratto di andreatorrisi.at

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