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Francesco Totti ultimo anno con la Roma

Quando le bandiere smettono di sventolare

Ed eccoci ancora qua, tutti insieme, amanti e seguaci del calcio che vedono l'evolversi di una situazione poco piacevole ma per certi versi inevitabile, una situazione che innervosisce e crea disdegno, ma che è la chiara conseguenza del "nemico" tempo. Arriva per tutti un momento in cui si deve dire basta, e questo momento sembra essere arrivato per una bandiera indiscussa del calcio italiano e mondiale, quale Francesco Totti. Le bandiere da sempre hanno la capacità di trascinare più di ogni altra cosa, talvolta anche più delle società stesse, sono l'ultimo scoglio al quale appigliarsi quando le cose vanno male, sono quelli a cui ci ispiriamo da bambini e quelli di cui non possiamo non avere la maglia, sono gli esempi ed esprimono nel loro essere il gioco del calcio. Premetto che ho 34 anni perciò le bandiere che ho visto ritirarsi si concentrano in questo lasso di tempo: Maradona, Baresi, passando per Baggio, Maldini, Del Piero, Van Basten o Javier Zanetti che da quasi pensionato correva più dei diciottenni. Mi scuso in anticipo se non ne sto citando tanti altri, ma ci sarebbe bisogno di un capitolo a parte.

Le bandiere non sono solo quelle che rimangono una vita in una squadra, le bandiere vanno oltre, le bandiere sono quelle che vengono seguite sia come giocatori che come uomini, sono dei simboli di eccellenza. E' veramente difficile catalogarle o dargli una ragione, forse la cosa più semplice sarebbe dire che le bandiere sono quelle persone che più di ogni altro ci fanno innamorare e sognare a guardarle o sentirle parlare, sono quelle per la quale non si prova invidia ma solo ammirazione. Ricordo ad esempio che quando Maradona segnò ad USA 94 saltai sulla sedia e festeggiai come un pazzo, non perché fossi un tifoso del Napoli o dell'Argentina, ma perché quell'uomo nonostante non fosse un grande esempio per i bambini dal punto di vista umano, rappresentava e tuttora rappresenta il lato bello del calcio.

In lui hanno convissuto la bellezza della magia, dell'estro, del talento e della sregolatezza. Quello sarebbe stato l'ultimo palcoscenico importante per un uomo che ha generato amore in questo sport con le sue giocate ed io non potevo far altro che esultare. Ricordo le lacrime ed i giri di campo di Baresi e Van Basten, i fischi di San Siro alla legenda Paolo Maldini mentre tutti gli altri stadi lo osannarono come giusto che fosse, ricordo l'addio di Baggio (dal quale non mi sono ancora ripreso del tutto) o l'addio di Alex Del Piero che per decenni è stato un grandissimo rivale.

Oggi la storia si ripropone con un simbolo assoluto del calcio mondiale quale Francesco Totti. E' triste questa situazione e fa male, maledettamente male per il modo in cui si sta evolvendo. L'addio di una bandiera non è mai una cosa semplice e lo diventa ancora meno quando le due parti (società e calciatore) non sono in sintonia.

Purtroppo in questi tempi in cui tutto si muove più velocemente e non vi è il tempo di fermarsi, ciò che in passato ti ha dato la gloria, una volta impossibilitato dal normale decadimento fisico per l'avanzare dell'età rischia di essere un peso, e come si suol dire cuore ed affari non vanno mai d'accordo. Nel corso dei mesi abbiamo visto schierarsi contro Totti prima Spalletti, poi Pallotta ed infine Monchi, ognuno con le sue buone ragioni, ma tutti con lo stesso torto... Totti è la Roma, nessuno chiede che giochi tutte le partite o che subentri sempre, ma da questo a fargli dispetti come quello di non farlo entrare a San Siro (regalandogli una meritatissima standing ovation) o come  Monchi che ne ha dettato il ritiro a fine stagione senza averlo interpellato non si fa. Certa gente dovrebbe ricordare che Totti quando avrebbe potuto lasciare Roma per destinazioni molto più appetibili non lo ha fatto, rimanendo legato alla "sua" squadra, limitando in maniera drastica anche la possibilità di vincere molti più trofei, perché parliamoci chiaro, Totti avrebbe potuto giocare in qualsiasi squadra del mondo da titolare e da leader. Spero vivamente che questa situazione si risolva nel modo più indolore possibile, non solo per i tifosi della Roma ma per tutti gli amanti del calcio, per ricordare a tutti noi che il calcio non è solo fatto di soldi, ma è fatto di bellissime storie che trovano la loro eccellenza nelle bandiere.

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