
Quando l'aspetto mentale supera quello tecnico
Ho letto tantissimo in questi giorni su ciò che ha generato la finale di Champions League andata in scena a Cardiff tra Juventus e Real Madrid. Ho letto tanto da parte di giornalisti affermati e non, opinionisti, giocatori, rappresentanti delle società, tifosi juventini, tifosi non juventini ,tifosi anti juventini e chi più ne ha più ne metta, ognuno con la sua opinione su ciò che è accaduto e più o meno tutti a dire che il Real Madrid è stato superiore. In realtà non ho visto tutta questa superiorità tecnica, se vi è stata una supremazia schiacciante è stata nel fattore mentale. Purtroppo la condizione mentale di una squadra è molto più importante di quella tecnica sopratutto in determinate partite. Nessuno può sottrarsi a questo, guardate la Roma che va benissimo quando non è vicina al traguardo e poi quando lo ha a portata di mano se lo fa sfuggire con prestazioni scadenti, stessa cosa è successa all'Inter per circa un ventennio e che con la retrocessione della Juventus in serie b per lo scandalo calciopoli ha ritrovato quella sicurezza per tornare a vincere, prima in Italia e poi in Europa. Non è un discorso limitato solo a queste squadre, ricordate il Milan che nella stagione 2003/2004 ai quarti di Champions League travolse il Deportivo La Coruna 4-1 al San Siro per poi perdere in maniera misera ed imbarazzante 4-0 nel ritorno al Riazor? Ricordo ancora lo sguardo incredulo di Maldini su tutti, e non vi sono dubbi che il Milan fosse incredibilmente superiore al Deportivo. Tutto succede per una ragione, la Juventus aveva più pressione del Real Madrid perchè per una società così blasonata riuscire a vincere solo 2 finali di Coppa Campioni/Champions League in 9 partecipazioni è veramente poco, troppo poco. Questa è stata la vera differenza, la paura e la pressione del dover vincere. Se si analizza la partita la Juventus ha giocato meglio nel primo tempo, ed il Real ha beneficiato di quella fortuna che serve obbligatoriamente per vincere certe competizioni, i primi due gol sono nati da due deviazioni, e questo avrebbe stroncato anche un toro. Ovviamente queste situazioni vanno a penalizzare maggiormente la squadra che emotivamente è più fragile, e la Juventus è crollata. Con i se e con i ma non si fa la storia è verissimo, ed è altrettanto vero che la fortuna aiuta gli audaci, ma non si può considerare in partite come questa solo il fattore tecnico e non quello mentale. Ricordate quando si diceva che il Milan si trasformasse con la musichetta della Champions indipendentemente da chi aveva davanti? Ecco il segreto è tutto li, la tranquillità mentale e la forza dello spirito creano la differenza. Purtroppo in Italia le pressioni sono mille volte più forti rispetto agli altri stati, i nostri club sono bersagliati dai giornali e dai tifosi che non lasciano la possibilità di respirare in maniera tranquilla. Ora si può dire e scrivere di tutto ma se si analizzano i dati non vi è dubbio che la Juventus attualmente è fra le prime 4 grandi d'Europa, e che una finale persa non può cancellare questo e non dovrebbe preoccupare, anche visto il progetto societario. Se vi è qualcosa che dovrebbe preoccupare è l'approccio a determinate partite, e sicuramente se la prossima volta prepareranno la partita in maniera più distaccata ne beneficeranno. La pressione da sempre ed in ogni campo è limitante della qualità sia del singolo che della squadra, perciò si dovrebbe ragionare al contrario per poter dare di più, una Juventus più superficiale e meno responsabilizzata sicuramente non avrebbe fatto un secondo tempo così al di sotto delle sue possibilità.



Comments
Un articolo da giocatore
Che ignoranza il popolo
salve,
Il real non aveva nulla da
Certo! Ed aggiungerei ai
Concordo con questo articolo.
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