Sisal bonus di benvenuto
Betfair bonus di benvenuto
Entra a far parte del team di nostradamusbet.it
Mino Raiola contro il nuovo Milan

Ombre cinesi sul lupo mannaro

Quando ero ragazzo ed andavo alle superiori ebbi la fortuna di avere una professoressa di italiano che amava la scrittura, con particolare affetto per il giornalismo. Diceva che il giornalismo era l'anima della cultura, più di un libro o di una poesia, perché la gente nelle notizie si riconosce con un immediatezza senza eguali. Lei si batteva affinché capissimo l'importanza della chiarezza e della veridicità delle fonti che creano la notizia. In questo periodo, in cui è il caso Donnarumma a farla da padrona, non ho trovato un articolo che fosse completo, che abbia spiegato perché, e come, si è arrivati a questa situazione. Io personalmente, anche contro il volere di alcuni collaboratori, mi sono accanito contro Mino Raiola. Tanti mi hanno scritto chiedendomi il perché di questa presa di posizione netta, ed oggi voglio spiegarvela. Per far si che vi sia chiarezza è bene mettere sul piatto tutto ciò che si sa, tutto ciò che alcuni giornalisti non hanno detto, o hanno detto in parte solo per fare più articoli e per riservarsi la possibilità della sorpresa,  qualora dovessero presentarsi scenari disastrosi per il club rossonero. Partiamo da una frase detta da Raiola: "Ci sono cinesi e cinesi. Suning seri. Quelli del Milan stanno facendo figure di m....". Tralasciando il modo scurrile di esprimersi, che denota una mancanza di rispetto verso il pubblico del pallone, con particolare riferimento a quello dei ragazzi, perché quest'uomo ha affermato ciò? Bene, il discorso è molto complesso e cercherò di renderlo il più semplice possibile. La cessione del Milan sin dall'inizio è stata poco chiara. Si è passati da un nome ad un'altro senza che nessuno desse delle garanzie solide. Sono stati accostati nomi che poi hanno smentito immediatamente in modo categorico qualunque interesse o coinvolgimento all'acquisizione del Milan, fino ad arrivare a Yonghong Li, il magnate asiatico che ha deciso di acquistare il Milan. Prima con una cordata non definita (si parlava che ci fosse anche lo stato cinese dietro lui), per poi scoprire, solo dopo, che in realtà era ed è rimasto solo a portare a termine il passaggio di proprietà. Tanti hanno chiesto chi fosse Yonghong Li, proprietario di questo e di quello,  ricchissimo, mani dappertutto, e questo è bellissimo per una società come il Milan, che da anni soffre di ristrettezza economica. Peccato che in Cina non si sappia chi sia, e credo sarebbe il primo caso mondiale di milionario non conosciuto dalla casta dei ricchi. Comunque sia, Yonghong Li ispira fiducia, e la famiglia Berlusconi si convince che si tratti dell'uomo giusto. Si procede con il passaggio della società, finché non arriva il primo grosso intoppo, cioè la disponibilità economica bloccata da parte dello stato cinese che non autorizza il passaggio di denaro. In realtà niente di strano, poichè è una cosa capitata diverse volte nelle grandi acquisizioni. Tuttavia questa non è una grande acquisizione, perché con quel termine si definiscono operazioni di diversi miliardi e non di qualche centinaio di milioni. Ma Yonghong Li è Yonghong Li: è come se prendessi un amaro nel bar sotto casa e dici al proprietario che hai dimenticato il portafogli e lo pagherai domani, non ti farà problemi, tranquillamente accetterà, chissà da quanto ti conosce, Peccato che a Yonghong Li nessuno voglia prestare i soldi per mancanza di garanzie. Il tempo passa e fra un rinvio ed un'altro Yonghong Li trova finalmente chi gli presta i soldi per l'acquisizione del Milan. Parliamo di un fondo importantissimo tristemente noto per essere un fondo "maledettamente" speculativo e senza scrupoli:  il fondo creato da Paul Singer, ovvero l’Elliott Management Corporation. l’Elliott Management Corporation ha un attivo di 31 miliardi, maturati principalmente facendo investimenti ad alto rischio con titoli di stati molto indebitati o società sull'orlo del fallimento. Allora è giusto premettere che sappiamo come la finanza sia fatta dalle peggiori persone del pianeta, e loro in questo contesto sono denominati "gli avvoltoi". Giusto per darvi un'idea di cosa stiamo parlando, hanno fatto fallire l'Argentina perché non rispettava degli accordi, fregandosene altamente di tutti i piccoli risparmiatori (ricordate che è sempre il ceto medio che paga per tutti) mandati sul lastrico. Non vi basta? Allora pensate che comprò un debito ultra scontato di titoli di stato del Perù per 11.4 milioni di dollari, con il solo intento di rivolgersi alla magistratura che in primo grado a causa del suo intento apertamente speculativo gli fece perdere la causa, che poi vinse in appello ricevendo un risarcimento di 58 milioni di dollari. Vi basta? No? Allora ricordiamo che con un investimento iniziale di 10 milioni di dollari acquistò un debito di 400 milioni dal Congo, per poi ottenere negli anni successivi un pagamento di 127 milioni di dollari, per non parlare dei 2 miliardi di dollari di crediti conquistati nei confronti della fallita Lehman Brothers. Dopo avervi dato qualche info su chi ha prestato i soldi a Yonghong Li, è utile chiarire anche quanti soldi sono transitati da Elliott alla proprietà rososnera: 320 milioni di Euro circa, che dovranno essere restituiti in un anno e mezzo, con un tasso di interesse medio sopra il 10%. Per chi non avesse familiarità con tassi di interesse, prestiti e "compagnia cantata" sappiate che sono molto alti. Pericolosa, anzi pericolosissima, sarebbe la situazione nella quale Yonghong Li non fosse in grado, una volta scaduti i termini del prestito, di restituire questi soldi, perché tramite l'accordo stipulato, il fondo Elliott Management Corporation diventerebbe il reale proprietario del Milan. Esso si potrebbe rivalere sui fondi diretti di Yonghong Li (si parla di 700 milioni ma non vi è certezza alcuna), più il 30% delle azioni del Milan (180 milioni circa), generando un'ipotetica, quanto non realistica, fine della società rossonera, visto che il fondo non è assolutamente interessato a gestire una squadra di calcio. L'ipotesi più probabile è che il Milan venga messo nuovamente in vendita a prezzo di saldo per rientrare su una parte delle spese. Ci sono altri segnali che non fanno ben sperare, e sono quelli legati al piano finanziario mostrato dalla società rossonera alla Uefa nell'ambito del fair play finanziario. Sono stati messi 200 milioni di utili nella voce ricavi, e l'unica giustificazione è stata "incassi dal mercato asiatico", senza specificare come otterranno questi ricavi. Perché suona male questa cosa? Perché il Real Madrid, uno dei club più solidi del mondo, ne fattura 180 milioni. Se non bastasse il Milan, sempre nella voce ricavi, ha messo i guadagni che dovrebbero arrivare dalla partecipazione della Champions League 2018-2019. Peccato che ancora la stagione 2017-2018 non è iniziata e non si sa se il Milan riuscirà a conquistarsi l'accesso. Infatti l'Uefa ha respinto in maniera categorica il piano finanziario del Milan in attesa di chiarimenti. I problemi per Yonghong Li non finiscono qui, visto che Pechino ha deciso di indagare sui colossi cinesi della finanza e dell'industria che in questi anni hanno fatto grandi acquisizioni all'estero.
Tutta questa situazione ha fornito un grandissimo assist a Mino Raiola che, da buon lupo qual è, ha provato a sfruttarla al meglio per mettersi in tasca un bel po' di soldi.
Il suo primo passo è stato mettere la famiglia di Gigio dalla sua parte, mostrando tutte le evidenze di cui abbiamo parlato sopra: la fragilità presunta del futuro del Milan. Questo è bastato alla famiglia Donnarumma per decidere di non rinnovare con il Milan. A questo punto Raiola già si sfregava le mani perché sa bene che, se Donnarumma dovesse andar via senza rinnovare, i soldi destinati al Milan entrerebbero dritti nelle sue tasche. Per questo Raiola non ci ha messo più di 40 minuti a rifiutare l'offerta faraonica di Fassone per un ragazzo di appena 18 anni. Ciò che ne è nato da questo è stato incredibile: non si erano mai visti tifosi di tutte le squadre, giornalisti ed opinionisti di tutte le testate, ed anche dirigenti FIGC, Uefa e Fifa, schierarsi contro un procuratore così apertamente. Parte di questi (tifosi e giornalisti) hanno attaccato anche il giovane portiere, al punto che la sua immagine ne ha risentito parecchio. A questo il sig. Raiola non era pronto, è stato preso alla sprovvista al punto che ha voluto contattare la stampa per parlare. Si, proprio lui che la stampa l'ha sempre ridicolizzata e trattata con poco rispetto, adesso la convoca per cercare di salvare il salvabile. Ciò che ne esce da quell'incontro è del tutto superfluo, anche perché non dice nulla di serio, parla a casaccio di mobbing e cerca di scaricare le sue responsabilità e quelle del suo assistito. Infine l'unica cosa vera che ne verrà fuori sarà il problema con l'italiano che non è mai riuscito a risolvere. Nel frattempo la FIFA, stanca della categoria dei procuratori oscuri chiede un incontro che avverrà nel prossimo Ottobre, per limitare le commissioni oscene che percepiscono, e per limitarne il potere visto che le società di calcio sono ormai inermi, e non possono far valere diritti sui propri calciatori. Ciò che si discuterà nella sessione del prossimo Ottobre metterà dei paletti per i quali su ogni operazione di mercato i procuratori non potranno prendere oltre il 5% con tasso decrescente all'aumentare del valore dell'operazione. Per un'operazione di mercato (vendita giocatore) da 10 milioni il tasso sarebbe del 5% per il procuratore, con un'operazione da 20 milioni il tasso sarebbe del 4% e con un operazione da 30 milioni il tasso sarebbe del 3% e così via. Inoltre la Fifa ha aperto un fascicolo contro la Juventus (il Machester United è stato prosciolto), riguardanti le commissioni pagate all'agente di Pogba, un certo Mino Raiola, che avrebbe intascato dalla mega operazione di mercato qualcosa come 49 milioni di euro (25 milioni dalla Juventus, 21.4 in 5 rate entro Settembre 2020 dal Manchester United e 2.6 milioni direttamente da Pogba). Una volta che tutto sarà chiuso, e se verrà riconosciuta  la Juventus colpevole, la FIGC potrebbe aprire un fascicolo direttamente su Raiola visto che la FIFA non può, essendo che è responsabilità diretta delle federazioni, comminare eventuali sanzioni sugli agenti per violazione del regolamento sugli intermediari. A questo punto il povero Mino è alle strette, ha tutti contro, anche la famiglia del giovane Gigio che ha visto l'immagine del proprio ragazzo distrutta in maniera mondiale. Perciò cosa farà?
L'unica possibilità che ha Raiola è quella di accettare un rinnovo con il club rossonero, chiedendo una clausola di rescissione alta come chiede il Milan e apporre dei "paletti" sul contratto, in modo da liberare facilmente il portierino nel caso in cui i piani societari di Yonghong Li non fossero all'altezza delle aspettative, per poi sperare che tutto lo stress causato a Donnarumma non ne pregiudichi le prestazioni future. Raiola ha mostrato a tutti la sua avidità e la scarsa propensione al ruolo che ricopre. Un buon agente deve fare gli interessi del suo assistito e non i suoi, altrimenti si chiamerebbe broker finanziario. Per quanto riguarda il Milan bisognerà aspettare e vedere cosa accadrà una volta che dovrà corrispondere i soldi avuti dai prestiti. Consigliamo ai nostri lettori di non farsi abbindolare dall'esaltazione giornalistica che in questo periodo porta il Milan al vertice, solo per qualche acquisto di mercato fatto con soldi non suoi, ed aspettare che la situazione porti con se qualcosa di più chiaro da poter valutare. Nel caso che il Milan non sia in grado di restituire questi soldi non si escluderebbe un rientro in grande stile di Berlusconi, che non ha mai negato espressamente (non lo ha fatto neanche il fratello, nè la figlia Barbara) un possibile ritorno a capo del club che ha sempre amato, con un ingente guadagno fra la vendita e un nuova eventuale acquisizione (a basso costo).

Ritratto di NostradamusbeTeam

Aggiungi un commento