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Moacir Barbosa portiere del Brasile nel mondiale del 1950

Moacir Barbosa: L'ultima vittima del Maracanaço ora riposa in pace.

Qualche tempo fa abbiamo pubblicato un articolo riguardante la tragedia del Maracanaço e vi avevamo promesso un approfondimento su uno dei protagonisti di quella partita, il portiere Moacir Barbosa, ritenuto l'unico responsabile di quella disfatta.

Se non conoscete i fatti del Maracanaço vi consigliamo di leggere questo articolo: Quasi 70 anni dopo è ancora del Maracanazo il record di spettatori

Dopo l'articolo sul Maracanaço, molti utenti ci hanno fatto tante domande riguardo Barbosa, per sapere cosa avremmo scritto, "al che" abbiamo deciso di cambiare l'impostazione dell'articolo stesso in modo da rispondere ad alcuni degli interrogativi più richiesti.

 

Barbosa era veramente così forte da meritare di essere titolare del Brasile nei mondiali del 1950?

Il suo Palmareis ci dice che nella sua carriera vinse: 6 campionati Carioca con il Vasco da Gama: (1945, 1947, 1949, 1950, 1952, 1958), 1 Torneo Rio-San Paolo (1958), 1 Coppa dei Campioni del Sudamerica nel 1948 sempre con il Vasco da Gama (nel 1996 questa competizione che ebbe una sola edizione, venne riconosciuta come antenato dell'attuale Coppa Liberadores), 1 oro con il Brasile nel Coppa America del 1949 ed un argento nell'edizione del 1953, più l'argento nel mondiale del 1950. In quel periodo il Vasco da Gama era senza ombra di dubbio la squadra più forte che ci fosse in Brasile e lui ne era il titolare inamovibile. Nella finale della Coppa dei Campioni del Sudamerica, mantenne la porta inviolata contro il River Plate a furia di miracoli, riuscendo a garantire il successo dei suoi, e guadagnandosi un fiume di applausi da tutti i presenti allo stadio. Negli anni a venire fu considerato come il più forte portiere di tutti i tempi del Vasco da Gama.  Non di poco conto è anche il fatto che fu considerato dai giornalisti stranieri il miglior portiere dei mondiali del 1950. Perciò raccogliendo tutti questi elementi, non è difficile intuire che era il più vincente del momento, giocava nel club migliore, era il più talentuoso, perciò "si" meritava assolutamente di essere il titolare del Brasile al mondiale del 1950. Vorremmo aggiungere che avrebbe partecipato anche al mondiale successivo del 1954, ma un infortunio (frattura di tibia e perone durante uno scontro di gioco) glielo impedì.

 

Barbosa ha fatto una "papera" sul gol che diede la vittoria all'Uruguay nel mondiale del 1950?

Abbiamo rivisto il video del gol centinaia di volte (lo si può trovare facilmente su youtube), e letto tantissimo su questo argomento che ancora quasi 70 anni dopo fa discutere e non trova una risposta certa. Partendo da ciò che si insegna ai portieri sin da piccoli nelle scuole calcio sembrerebbe di si, perché il portiere non deve mai prendere gol sul suo palo. Però analizzando bene gli scritti dell'epoca e le parole dei protagonisti dopo quella finale, ci viene da dire di "no". Barbosa non commise un errore e vi spieghiamo subito il perché . La dinamica fra il primo ed il secondo gol furono simili, discesa sulla fascia di Ghiggia che si accentrò verso la porta, in entrambi i casi vi erano giocatori uruguagi nell'area di rigore brasiliana pronti a ricevere il passaggio e calciare. Nel caso del primo gol, Ghiggia appoggiò il pallone indietro per Schiaffino che trafisse un'incolpevole Barbosa, nel secondo invece tirò debolmente sul primo palo, con un angolo di tiro veramente limitato e beffò l'estremo difensore verdeoro, che riuscì solo a sfiorare il pallone. Si deve anche considerare che nel corso della partita vi fu un'altro episodio simile prima del pareggio uruguagio che però non andò a buon fine grazie alla lettura di Barbosa che riuscì a parare. Riprendendo anche la famosa frase di Maspoli (attaccante dell' Uruguay nel mondiale del 1950) “Ghiggia fece gol perché sbagliò, e Barbosa lo incassò perché si comportò nella maniera giusta. Se entrambi avessero agito in maniera corretta, non ci sarebbe stato il gol”. La spiegazione di questa frase viene dallo stesso Maspoli, che analizzando il secondo gol disse: "Barbosa si posizionò, credendo che anche questa volta (come nelle due precedenti occasioni) Ghiggia avrebbe passato il pallone indietro ad uno dei suoi compagni. E’ quello che accade nel 99% dei casi in situazioni simili." ed ancora che "Barbosa prese quel gol perché conosceva troppo bene il calcio, Ghiggia, avendo una angolazione limitata per tirare, sbagliò il calcio, che fu debole e solo per questo il pallone si insinuò tra il palo ed il portiere". Anche Ghiggia interpellato sullo stesso episodio ammise che non si trattò di una papera del portiere.

 

 E' vero che Barbosa comprò i pali del Maracanazo per bruciarli?

Su questo episodio non vi è certezza, quello che possiamo dire è che i pali del Maracanà vennero sostituiti nel 1960 per ordine della FIFA. Fino a quel momento come si può vedere anche dai video dell'epoca, i pali delle porte erano quadrati e di legno. In un'intervista rilasciata da Barbosa al giornalista Roberto Muylaert, dalla quale nacque il libro  "Barbosa - um Gol Silencia o Brasil" che è sicuramente il libro più completo e dettagliato mai scritto sull'argomento, l'ex portiere verdeoro affermò “ed il palo è stato bruciato in un churrasco…” . Barbosa venuto a conoscenza della sostituzione dei pali del Maracanà (lavorò per un periodo proprio in quello stadio), riuscì ad entrarne in possesso, e nel 1963 organizzò un Churrasco (grigliata mista di carne tipica dell'Argentina e del Sud del Brasile) nella zona Nord di Rio de Janeiro, dove viveva. A questa grigliata presero parte circa una settantina di persone, fra amici, parenti e vicini di casa. Questo gesto avrebbe dovuto purificarlo dalla maledizione del Maracanazo, ma purtroppo non fu così.

 

In tanti ci avete scritto riguardo al fatto che Barbosa venne etichettato come "iettatore", e quale fosse il nostro pensiero a tal proposito.

La nostra risposta è semplice: "La gente è capace di gesti bellissimi ed anche di stupidità oltre ogni logica".

Barbosa dopo quella partita visse un vero inferno, creato da un intero popolo che non riuscendo a spiegarsi il perché di quel fallimento, riversò tutta la frustrazione su di lui, senza mai perdonarlo. Barbosa dopo quella partita cadde in una profonda depressione, che lo obbligò ad un ricovero ospedaliero. Alla fine di quel ricovero continuò a giocare ed a vincere con il suo Vasco da Gama, ma non gli bastò per redimersi agli occhi della gente. Nella lunga intervista che Barbosa rilasciò a Roberto Muylaert, fece notare come a quel tempo non si diventava ricchi con il calcio, e che quando si ritirò dovette sopravvivere con una pensione ridicola, ospitato nella casa della cognata. Più volte tentò di tornare a far parte del mondo del calcio, ma per lui tutte le porte erano chiuse e lo sarebbero state fino alla sua morte.


Vinícius Junior posa con la nuova maglia del Brasile

Raccontò anche di un episodio accaduto in un supermercato agli inizi degli anni 80, quando una donna riconoscendolo disse a suo figlio Lo vedi quel signore? Fece piangere tutto il Brasile”, e purtroppo questo non fu l'unico episodio, anzi, era diventato "normale" per lui camminare e venire puntualmente indicato e insultato. Se la gente comune non fu clemente, le autorità calcistiche brasiliane furono anche peggio, e quando nel 1993 durante la fasi eliminatorie per il mondiale di USA 1994 Barbosa cercò di mettersi in contatto con la nazionale brasiliana per augurare "buona fortuna" a Romario e compagni, gli venne vietato l'ingresso, dicendogli che non era il benvenuto. In relazione a questo episodio Barbosa disse una frase che riproporrà anche negli anni a venire: " In Brasile la pena più lunga per un crimine sono 30 anni di carcere. Io da 43 pago per un crimine che non ho commesso” . Quando raccontava di quello che aveva intorno, citava una delle frasi più utilizzate dai brasiliani al suo passaggio “È Barbosa, porta sfortuna” ed anche per questo gli fu impedito di fare il commentatore ai mondiali di Usa 94. Barbosa venne ingiustamente accusato di tutto, anche del fatto di essere un "nero" e che per questo non doveva stare in porta, o di aver volontariamente fatto segnare l'Uruguay. Dopo la disfatta del Maracanaço alla nazionale Brasiliana fu vietato di usare la maglia bianca, e grazie alla Nike nella prossima Coppa America che andrà in scena dal 14 Giugno fino al 7 Luglio verrà riproposta una maglia per celebrare il centenario dal primo successo verdeoro in questa competizione (1919).

Alla presentazione della nuova maglia denominata la " Nova Amarelinha " c'erano fra gli altri, il nuovo presidente della Confederação Brasileira de Futebol Rogerio Caboclo e l'attaccante del Real Madrid Vinicius Jr. che l'ha indossata in anteprima. La scelta della Nike di riproporre la maglia bianca dopo 69 anni ha in realtà un valore molto più grande, nella speranza che se ne colga il senso, e nella speranza che anche il nome di Barbosa venga finalmente "spogliato" dalla stupida superstizione popolare, che anche dopo la morte continua a perseguitarlo. Purtroppo Barbosa non vedrà mai questo giorno, ma potrebbe essere un monito importante per far capire alla gente quanto stupidi e cattivi possano essere i propri giudizi, e sopratutto quanto male possono fare.

Avremmo voluto concludere questo "intervento" riguardo la vita di Barbosa, con l'apertura da parte della federazione brasiliana, 69 anni dopo il mondiale del 1950, per porre finalmente fine a questa vicenda di pura stupidità, ma purtroppo a spegnere le speranze ci ha pensato il nuovo presidente della CBF Cabloco, che dopo la presentazione ufficiale della nuova maglia, ha rilasciato un'intervista nella quale ha dichiarato, che la nazionale brasiliana nella partita inaugurale della Coppa America 2019 non indosserà la maglia bianca ma bensì quella verdeoro.

Forse è ancora troppo presto, per ammettere di aver sbagliato.

 

 

 

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