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Il logorante mestiere dell'allenatore

Il logorante mestiere dell'allenatore

"Guardalo l'allenatore 
da cinquant'anni appresso ad un pallone 
sulla panchina calda come il sole 
e un freddo gelido quasi polare 
e guardalo l'allenatore 
a bordo campo pronto a cominciare 
determinato nel voler cercare 
una vittoria che lo puo' salvare 
con la sua grinta irrompe come un tuono 
chiudi gli spazi e segui sempre l'uomo 
ma non ti sembra di vederlo solo".
 

Poche cose descrivono meglio di queste righe di Gianni Morandi la criticità interiore di un allenatore. Un uomo che viene spesso considerato pieno di gente, tra giocatori, staff tecnico, dirigenti e tifosi, ma che fa invece a pugni con sè stesso e i suoi mostri. Vive di momenti di non invidiata solitudine, come nei dubbi di una formazione, o nelle sfuriate dal bordocampo, per non parlare del suo diventare di colpo un'eremita nel salotto di casa sua la prima domenica dopo essere stato esonerato.

E' tutto questo il quadro che mi frulla in mente negli ultimi giorni se vedo un po' come e quanti allenatori italiani sono stati allontanati dalla loro panchina, ancora del proprio lavoro ed emblema della propria vita. Mai come adesso il tema degli allenatori ha monopolizzato l'opinione pubblica.

Di certo ha fatto tantissimo il caso Ventura: il tecnico ex Torino non è riuscito a portare l'Italia ai Mondiali di Russia 2018, e in un Paese in cui si hanno sulla carta 60 milioni di allenatori, questa è stata una tragedia, ma il peggio ancora dovrà venire. Inutile rincarare la dose, l'ho già fatto qui, evito di farlo qui. Piuttosto Ventura paga il suo ostracismo verso alcuni calciatori e di essere stato testardo con certe idee che palesemente non fruttavano risultati. Oltre alla poca presa sullo spogliatoio, dove le riserve avevano comunque più esperienza internazionale di lui. Di certo non invidiamo ad oggi Ventura, visto che da Bolzano e Ragusa rischierà di essere guardato male ancora per molto. Gli consiglio un'esperienza all'estero, la quale è giovata molto a Pellè e Zaza, vecchi bersagli mediatici per i loro errori a Euro 2016.

L'altro panchina importante saltata è quella di Montella al Milan. Non era così impensabile, ma i tempi hanno lasciato un po' sorpresi. E a lasciarmi sorpreso è anche la scelta del successore, ricaduta a Gattuso, soluzione interna e low cost. Traghettatore? Non lo so, anche se a novembre non ho mai visti traghettatori. Forse il Milan dovrebbe essere chiaro sui propri obiettivi. Almeno per i tifosi.

In Italia sono già saltate le panchine di Rastelli, Baroni, Juric, Del Neri e Bucchi. Quella di Rastelli, con l'ingresso di Lopez, non sembra stia pagando granché. Io avrei mantenuto un tecnico che ha fatto bene nelle ultime stagioni. Il Benevento pure sta continuando ad andare comunque male, che sia Baroni o De Zerbi il tecnico. Ballardini a Genoa invece ha invertito la marcia: mi chiedo perchè allora questo tecnico sia sempre un tecnico da stagione in corso e quasi mai ci si punta ad inizio stagione. Mi ha sorpreso la scelta di Oddo a Udine, per un Del Neri che a mio avviso ci ha capito ben poco, anche perché la società stessa non mi sembra che abbia fatto il massimo per dargli una squadra di livello. Oddo ha all'attivo in A una sola vittoria: col Pescara lo scorso anno, un 3-0 col Sassuolo. Ma a tavolino. Quindi vedremo. Considero saggia la scelta del Sassuolo ad affidarsi all'esperto Iachini, che puo' ripetere le buone annate con Sampdoria e Palermo.

A questi sei tecnici si aggiunge anche il buon Gianni De Biasi, esonerato la scorsa settimana dalla panchina dell'Alaves in Spagna. De Biasi va a fare compagnia a tecnici come Mazzarri, Guidolin, Reja, De Canio, Malesani, Zenga, Colantuono, Di Carlo, Di Matteo, Zola. Auguro a tutti di rientrare presto in corsa, perché il mondo è una gabbia strettissima, rispetto alla libertà che gli da l'area delimitata della panchina. Questo è l'habitat ideale dell'allenatore. Quell'allenatore sempre solo  anche quando è in mezzo ad una folla.

 

Ritratto di andreatorrisi.at

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Commenti

Ritratto di Francesco C.
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Purtroppo tanti allenatori pagano le ambizioni smoderate di tifosi e presidenti, a fronte di squadre che non possono ottenere determinati risultati. Ci vorrebbe solo un po' di realismo e tante panchine sarebbero salve...

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